Perché la meccanica quantistica ha molte cose da dire alla filosofia?
Ne parleranno giovedì 18 gennaio nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi (ore 17), per il ciclo Pensare il presente delle scienze, a cura del Gabinetto Vieusseux, dall’Istituto Gramsci Toscano, dalla Biblioteca Filosofica e dalla Società Italiana per lo studio dei rapporti tra Scienza e Letteratura, due tra i maggiori fisici e filosofi della scienza italiani: Maria Luisa Dalla Chiara, ordinaria di Filosofia della Scienza all'Università di Firenze e presidente del “Centro Fiorentino di Storia e Filosofia della Scienza” e Giuliano Toraldo di
Francia, professore emerito di Fisica Superiore epresidente onorario a vita della “Società Italiana di Fisica” (hanno pubblicato insieme, tra l’altro, l’Introduzione alla filosofia della scienza, Laterza, 1999).
Gli oggetti che appartengono all’enigmatico mondo dei quanti (fotoni, elettroni, quarks,....) sembrano molto lontani dalla nostra esperienza quotidiana. Ma il loro comportamento “strano” (e per certi aspetti ancora misterioso) ha contribuito a una revisione profonda di alcune categorie fondamentali del nostro pensiero.
Molte domande, che per secoli sono state al centro della riflessione filosofica, hanno trovato risposte nuove e impreviste nel contesto della “rivoluzione” epistemologica quantistica: che cosa sono gli oggetti attraverso cui organizziamo le nostre esperienze? che
cosa significa identità? in che modo la realtà risulta inesorabilmente intrecciata con la possibilità? come si realizza il rapporto fra oggetto osservato e soggetto osservatore? Perché il mondo è indeterministico, e Einstein aveva torto quando sosteneva che “Dio non gioca a dadi”?
Oggi, l’indeterminismo quantistico ha trovato applicazioni interessanti nel contesto della teoria quantistica dell’informazione e della crittografia quantistica. I computer quantistici (calcolatori di straordinaria efficienza e velocità) sono per ora delle macchine teoriche, ma si stanno facendo rapidi
progressi per realizzarli. In questo modo i ”misteri e i paradossi” di una teoria si sono trasformati in risultati tecnologici utili.